TANDEM – SEMPRE AL NOSTRO FIANCO – (quarto capitolo)

Schermata 2013-07-24 alle 09.03.50

 

IL DUBBIO

In alcuni periodi assai fragili della vita ho avuto modo di dubitare della presenza degli angeli. So che chi ha fede in questi meravigliosi esseri di Luce sarà inciampato come me, in più di un’occasione, in quell’enorme ostacolo chiamato dubbio. Rialzarsi dopo un simile crollo non è mai semplice. Ed anche se si riesce a farlo, liberarsi dalla sgradevole sensazione di smarrimento interiore è impresa ardua.

Mentre sentiamo di annegare nei nostri problemi, nelle nostre angosce…cerchiamo il conforto nelle parole altrui, guidati dalla speranza che qualcuno possa fornirci le chiavi per uscire dall’incubo del quale siamo caduti prigionieri. Difficilmente otteniamo i risultati sperati. Nemmeno il nostro angelo custode, col quale avevamo finalmente cominciato a prendere confidenza, sembra interessarsi al nostro benessere. Inconsolabili sensazioni di solitudine, di abbandono, di dolore insopportabile, ci rendono incapaci di gioire persino delle cose meravigliose che la vita ci ha donato. I figli, l’amore, la salute. O anche una semplice giornata di sole.

Un terreno molto fertile questo per alimentare il dubbio nella reale esistenza della Luce. Quella stessa Luce che sino a poco tempo prima ci aveva nutriti d’amore e della quale gli angeli sono i messaggeri.

Più volte li ho invocati domandando risposte, consigli, anche carezze consolatrici. In alcuni casi, invece di ricevere una spalla amica sulla quale piangere, ho avvertito un forte scossone interiore, come se il mio angelo mi stesse afferrando per le spalle per scuotermi il più intensamente possibile. Col passare delle giornate ho compreso che era proprio ciò di cui avevo bisogno per riaprire gli occhi e proseguire con la mia vita, più forte di prima. Soprattutto per i miei figli.

Ricordo con estrema lucidità tre occasioni specifiche nelle quali il mio messaggero di Luce ha fatto avvertire la sua presenza in modo inequivocabile. In tutti i casi il suo conforto è giunto in un momento nel quale stavo per farmi letteralmente fagocitare dai miei pensieri di dolore.

La prima volta, mentre passeggiavo con i miei figli, tutta presa dal mio malessere e dai continui interrogativi che ponevo a me stessa, sono stata travolta da una sensazione di grande calore che mi rassicurava sul fatto che i miei pensieri bui non avessero alcuna ragione di esistere e che dovevo quindi liberarmene.

La seconda volta ho avvertito le sue mani posarsi sulla mia fronte, premendo a sufficienza per essere sicuro che io le sentissi.

Nella terza occasione invece mi trovavo da sola sul mio letto, intenta a scrivere non ricordo bene cosa, ma molto concentrata sulla mia sofferenza. Di lì a poco mi sono accorta che qualcuno si stava sedendo sull’altra sponda del letto, alle mie spalle. In un primo momento ho pensato fosse Alessio, ma mi sono immediatamente ricordata che lui si trovava in camera coi bambini, nel tentativo di farli addormentare. Nonostante avessi compreso che si trattava del mio angelo, gli ho chiesto gentilmente di essere lasciata sola, perché era ciò di cui sentivo la necessità in quel momento. Ovviamente lui ha rispettato il mio volere e si è allontanato in punta di piedi.

Ho apprezzato immensamente quel palese gesto di rispetto nei miei confronti ed è proprio da questo avvenimento che ho ricominciato, pian piano, a nutrire fiducia nel suo amore e nella sua presenza costante nella mia vita.

La sensazione di smarrimento ed il dolore acuto avevano fatto vacillare profondamente la mia fede nella Luce, dalla quale ho addirittura pensato di allontanarmi in via definitiva. Preferivo convincermi del fatto che il mio fosse stato solo un abbaglio, che gli angeli non esistessero, piuttosto che credere che mi avessero abbandonata nel momento di maggior bisogno.

In quali fatiscenti vicoli ciechi ci conducono dunque il dolore ed  il dubbio?

Ci abbandonano lì, in una stradina buia ed apparentemente senza via di uscita, sotto una pioggia scrosciante che ci impedisce di vedere persino ad un metro di distanza, per quanto scende impetuosa. Ci inzuppiamo così di frustrazione, angoscia, rabbia, rancore. Tutti sentimenti che penetrano fino alle ossa, rendendole fragili e malate. Eppure lì, a tenderci la mano, c’è sempre, e dico sempre, il nostro angelo. Non ci abbandona nemmeno un secondo. Partecipa ad ogni nostra singola lacrima, ad ogni sospiro. E persino ad ogni nostra imprecazione. E lo fa senza mai giudicarci, comprendendo che siamo esseri umani e che, come tali, ci portiamo appresso sempre un pesante bagaglio di insicurezze.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...