Tandem – sempre al nostro fianco (quinto capitolo)

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DETTATO

Vi sono diversi modi attraverso i quali gli angeli decidono di manifestarsi a noi. Pensieri, parole, immagini, sensazioni, suoni, profumi,calore…

Gli angeli ci leggono il cuore fluentemente, riuscendo così a stabilire quale sia il metodo migliore per farci visita.

Il modo in cui percepiamo la presenza degli esseri di Luce riveste comunque poca importanza dal momento che, in qualsiasi maniera essi decidano di manifestarsi, il messaggio ci arriva sempre forte e chiaro. Basta ascoltarlo. A volte però cerchiamo i segnali di Luce all’esterno di noi, mentre sarebbe sufficiente chiudere gli occhi e concentrarci sulla voce interiore che spesso ci parla, ma che altrettanto spesso viene del tutto ignorata.

In questo capitolo desidero parlarvi di un’esperienza straordinaria capitatami poco tempo fa e che mi ha lasciata davvero incredula.

Nonostante la sua indiscutibile straordinarietà, posso assicurarvi che il fatto che mi accingo a raccontare è assolutamente reale.

 

Mi trovavo in uno di quei rarissimi momenti di pace che la madre di due bambini molto piccoli riesce a ritagliarsi nell’arco della giornata. Potevo finalmente rilassare corpo e mente per una decina di minuti ed ero ben decisa a godermi quello spiraglio di quiete il più possibile. Seduta sul divano assieme ad Alessio, ho cominciato a parlare delle mie potenzialità come scrittrice. Mi stavo lamentando del fatto di essere capace di scrivere solo in prosa, mentre col mondo della poesia, per quanto mi abbia sempre affascinata, non sono mai riuscita ad entrare in confidenza. In parole povere non mi sento in grado di trasporre i miei pensieri in versi.

Al termine di quel breve momento di confronto con Alessio mi sono alzata per prendere il computer. Volevo svagarmi navigando in internet, alla ricerca di notizie interessanti.

All’improvviso ho sentito la forte esigenza di aprire il programma di videoscrittura.

Gli scrittori, i musicisti, gli artisti in genere conoscono l’inconfondibile sensazione che si irradia in tutto il corpo non appena ci si rende conto che sta arrivando la famosa “ispirazione”.

Ciò che è accaduto in questo specifico caso ha però dell’incredibile.

I miei polpastrelli hanno preso istintivamente a danzare sulla tastiera del computer, come se fossero guidati da un elegante ballerino invisibile.Man mano che procedevano,indipendenti dal mio volere, ho cominciato a percepire una sensazione del tutto nuova ed assolutamente inspiegabile. Sentivo un getto d’acqua sopra la mia testa che da lì vi penetrava per poi scorrere in tutto il corpo, sino alla punta dei piedi, per infine uscirne e ricominciare il ciclo da capo.Mentre tutto ciò accadeva le mie dita continuavano a scrivere senza sosta, e di lì a poco mi sono accorta che lo stavano facendo in versi. Mi trovavo a comporre una poesia.

I pensieri fluivano in me attraverso il getto d’acqua che mi stava attraversando. Alzando di tanto in tanto gli occhi dalla tastiera leggevo le strofe che si susseguivano. A volte mi fermavo perché volevo controllarne il contenuto o modificare quale vocabolo, ma sentivo che qualcuno mi suggeriva di non farlo. E quel qualcuno era l’autore della poesia. In quei minuti me la stava semplicemente dettando.

 

Non serve risvegliare ogni notte i nostri eroi

che parlano di miti ormai lontani e sconosciuti

il sentimento che ci lega a loro è vuoto e falso

sono solo proiezioni di una vita immaginaria.

 

Tendiamo poi la mano verso un sogno mai vissuto

che spinge per uscire dal cassetto dell’oblio

confuso, stanco e pallido è fatto di vapore

che si dissolve al soffio seppur debole di un vecchio.

 

Guardando verso l’alto verso un cielo santo e puro

tentiamo di afferrare ogni briciola di stella

perché abbiam bisogno di volare via lontano

verso un dove e un quando che sia fatto di emozioni.

 

Guidati in un sentiero che conduce  alla salvezza 

dell’anima ferita dalle spine dei ricordi

corriamo speranzosi verso mete illuminate

che ci riserveranno  sempre il posto in prima fila nella vita.

 

A distanza di quasi un mese dall’arrivo di questa poesia la rileggo ancora con forte commozione. L’autore si chiama Simone. Il suo nome mi è stato rivelato al termine della stesura dei versi.

Sono certa che molti di voi avranno sentito parlare di scrittura automatica o di simili dettati, ma è altrettanto plausibile che pensiate si tratti di avvenimenti al limite del possibile. Mi rendo conto che solo l’esperienza diretta potrebbe farvi cambiare del tutto idea, quindi mi auguro che anche voi possiate vivere un’emozione simile alla mia.

Non so se sia stato il mio angelo custode ad inviarmi le parole di Simone o se abbia voluto lui stesso contattarmi personalmente. Ritengo che scoprirlo abbia poca importanza perché il messaggio mi è giunto portando nella mia giornata un’energia colma di positività e di calore rassicurante. Più di ogni altra cosa però mi ha fatto aprire gli occhi sulle grandi potenzialità che possiedo e che spesso non riesco a vedere o a far germogliare. In fondo uno dei compiti degli angeli è anche questo : donarci autostima spronandoci a dare il meglio di noi stessi, a potenziare le nostre abilità, a sfruttare i nostri molteplici talenti. Loro hanno la facoltà di illuminare il sentiero che decidiamo di imboccare, ma non possono camminare al posto nostro.

Per quanto intensamente si invochi l’aiuto angelico nei momenti di difficoltà, rimaniamo sempre noi, e soltanto noi, gli attori principali della nostra esistenza.

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